Claude Debussy – La Cathédrale engloutie

Il X preludio del primo libro, la Cathédrale engloutie, rappresenta un paradigma del linguaggio maturo di Debussy.

Il brano, infatti, presenta alcune peculiarità che possiamo così riassumere:

  • scale pentatoniche e modali (lidio, misolidio, ionico) in un tessuto comunque riferibile in qualche modo alla tonalità (do maggiore);
  • inizio del brano con la dominante;
  • parallelismi di accordi (quelli che Diether De La Motte, nel suo manuale di armonia, definisce “ripieni sonori”);
  • presenza della triade di tonica con la seconda e la sesta aggiunta (la somma delle due triadi così formate contiene la scala pentatonica);
  • successioni di settime di dominante che non risolvono;
  • transizione diretta, cioè il passaggio da una tonalità all’altra avente un solo suono in comune, utilizzando spesso enarmonie;
  • ripetizione identica di materiale appena esposto;
  • esplorazione di tutta la tavolozza dinamica (si va dal più che pp al ff) e di estensione (dal do gravissimo al sol sovracuto).

Alcuni altri aspetti sono stati evidenziati da Ernest Ansermet nell’articolo “Il linguaggio di Debussy”, del 1962, contenuto nel suo libro Scritti sulla musica, edizioni Curci, che riporto in parte:

[…] Già nelle sue prime opere Debussy separa la melodia dalla base armonica, rendendola indipendente, come se essa avesse riacquistato l’autonomia e la libertà che aveva secoli addietro e recasse in sé un senso compiuto separato dal sostegno che la regge. In tal modo essa è stata sciolta dalla schiavitù del modo maggiore e minore, acquisendo una totale libertà armonica. […] se da un lato la melodia è nel suo ambito totalmente indipendente, dall’altro le concatenazioni armoniche e le singole note del basso sono altrettanto autonome – anche se in relazione fra loro – e contribuiscono ciascuno a modo loro al risultato finale. […]

 Nelle sue opere il tessuto armonico si confonde a volte con la melodia, perché quest’ultima è costituita spesso da concatenazioni accordali. […]

 Le stesse affermazioni devono essere fatte per la natura particolare della melodia in Debussy; le linee si intrecciano infatti in modo irregolare e frequente è l’uso dell’omofonia. […]

 La condotta armonica afferma una libertà analoga a quella melodica, sciolta dai vincoli tradizionali di dominante e sottodominante e dal ciclo di quinte vivamente raccomandato dalla “scuola di Franck”; non è totalmente assente l’impiego di relazioni armoniche ma esso è notevolmente ampliato in un modo assolutamente impensabile prima di allora, un esempio illuminante a questo riguardo è il primo tempo de La Mer il cui bitematismo si ricollega all’andamento dell’allegro di una sinfonia o della forma-sonata. […] Anche in questo caso quindi esistono delle relazioni armoniche funzionali alla forma ma esse sono differenti da quelle riscontrabili nell’Allegro di una sinfonia classica. Ciò avviene anche grazie all’apposita intenzione dell’autore di evitare il tematismo; ecco perché egli ha cercato di abbandonare la forma beethoveniana, benché apprezzasse molto il musicista di Bonn. […]

  

Nella Cathédrale engloutie possiamo riscontrare l’indipendenza tra armonia e melodia e l’uso dell’omofonia nelle prime due battute (con l’armonia di sol), ripetute sul fa e poi sul do (battuta 14-15).

 

Di seguito due analisi che ho trovato in rete:

Armoniepitagoriche – Debussy – La Cathedral engloutie: analisi di un piccolo gioiello    reperito sul sito https://armoniepitagoriche.blogspot.com

Bennet Chittum – Debussy – Analsi La Cathedrale engloutie  analisi armonica di David Bennet Thomas e Donald Chittum, che ho tradotto dall’inglese. L’originale è reperibile su you tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=yTwvtwlSh5U

Aggiungo che anche la relativa voce in inglese di Wikipedia riporta un’analisi del brano  https://en.wikipedia.org/wiki/La_cath%C3%A9drale_engloutie

 

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