Claude Debussy – Nocoturnes – Nuages

In una lettera al principe Andre Poniatowski del settembre 1892 Debussy parla di una nuova composizione intitolata Trois scènes au crepuscule, che secondo Leon Vallas avrebbe dovuto comprendere tre brani per violino e orchestra, dedicati al famoso violinista belga Eugène Ysaye. Questi pezzi prevedevano un violino solista accompagnato prima dai soli archi, poi da un piccolo complesso di fiati e due arpe, infine dai due complessi riuniti insieme. L’intenzione di Debussy, come è spiegato in una lettera allo stesso Ysaye, era di compiere una ricerca tra le diverse possibilità che offre un solo colore; quello che sarebbe in pittura uno studio di grigi. Il lavoro non fu portato a compimento; il materiale venne però utilizzato, a partire dal dicembre del 1897, per la stesura dei tre Nocturnes, completati nel dicembre del 1899. I primi due brani vennero presentati in prima esecuzione il 9 dicembre 1900 ai “Concerts Lamoureux” sotto la direzione di Camille Chevillard, mentre l’esecuzione integrale avvenne nella stessa sede il 27 ottobre 1901.

Sui Nocturnes Debussy scrisse questo testo di presentazione: Il titolo Nocturnes vuole assumere qui un significato più generale e soprattutto più decorativo. Non si tratta dunque della forma abituale del Notturno, ma di tutto ciò che la parola contiene di impressioni e di luci particolari. Nuages: è l’aspetto immutabile del cielo con la lenta e malinconica processione delle nuvole, che termina in una grigia agonia dolcemente tinta di bianco. Fétes: è il movimento, il ritmo danzante dell’atmosfera con bagliori di luce improvvisa, è anche l’episodio di un corteo (visione abbagliante e chimerica) che passa attraverso la festa e vi si confonde; ma il fondo rimane, ostinato, ed è sempre la festa con la sua mescolanza di musica, di polvere luminosa, che partecipa a un ritmo totale. Sirènes: è il mare e il suo ritmo innumerevole, poi, tra le onde argentate di luna, si ode, ride e passa il canto misterioso delle sirene.

Negli oltre cent’anni di vita, i Nocturnes sono stati analizzati e studiati a fondo con interpretazioni ed esiti diversi. La presente analisi di Nuages rappresenta una sintesi, integrata da osservazioni personali, di alcuni lavori reperiti in rete tradotti dall’inglese (purtroppo ben poco è stato trovato in italiano). Le fonti saranno citate. Per seguire il percorso analitico si consiglia di utilizzare oltre alla partitura per orchestra anche la riduzione per due pianoforti realizzata da Ravel, reperibile anch’essa in rete su IMSLP Petrucci.

Debussy – Analisi Nuages

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *