Johann Sebastian Bach: “inventore” di species contrappuntistiche

Gioseffo Zarlino, nel suo trattato Le istituzioni armoniche (Venezia, 1558), specifica le norme per la condotta del contrappunto a due note contro una, quattro contro una e del contrappunto sincopato, elaborando ulteriormente quanto scritto da Giovanni Maria Lanfranco nel suo Scintille di musica (Brescia, 1533).

Durante il XVII secolo un radicale cambio di prospettiva muta la descrizione dei connotati dello stile in una disciplina con prevalenti finalità didattiche. Nasce quindi un metodo progressivo, volto a sviluppare il magistero tecnico del musicista. Girolamo Diruta, nella seconda parte del Transilvano (Venezia, 1609), con fini pedagogici espone i vari tipi di contrappunto: 1. “contrapunto di nota contro nota”; 2. “contrapunto di minime osservato”; 3. “contrapunto di note ligate” (cioè sincopato); 4. “contrapunto di note negre”, cioè di semiminime e crome.

Johann Joseph Fux nel suo Gradus ad Parnassum (Vienna, 1725), rifacendosi a Palestrina da lui molto apprezzato, divide e coordina con grande  razionalità e senso pedagogico il materiale idiomatico prescelto, definendo le species progressive. Il suo insegnamento parte dal contrappunto a due parti, procedendo con quello a tre, quattro e più voci, facendo seguire l’apprendimento dell’imitazione, del canone e della fuga. Fux fissa le cinque species in maniera definitiva e accentra su di esse tutta l’attenzione: 1. nota contro nota; 2. due note contro una; 3. quattro note contro una; 4. sincopato; 5. florido.

Non mancano le critiche per l’artificiosità e l’aridità dei procedimenti, ma questo modo di apprendere il contrappunto è tutt’oggi presente nei nostri conservatori.

Dieter de la Motte, per esempio, nel suo IL CONTRAPPUNTO Un libro da leggere e da studiare (edizioni Ricordi) mostra una presa di distanza dall’utilizzo della progressione delle cinque specie e la composizione su cantus firmus, sostenendo che tale pratica rappresenta un’astrazione che riflette delle eccezionalità.

A pagina 333 del, secondo me, fondamentale La tecnica del contrappunto strumentale nell’epoca di Bach (edizioni Suvini Zerboni – Milano), Bruno Zanolini parlando dei moduli ritmici afferma che se nel contrappunto vocale del quattro-cinquecento il confronto prolungato tra due figure fisse è un’astrazione utile solo ai fini didattici, per il contrappunto barocco questa è una situazione che trova riscontro anche nella pratica artistica, in riferimento al continuum tipico dello stile del periodo.

Zanolini riporta una serie di esempi:

  • nota contro nota: Bach, Preludio II del primo volume del Clavicembalo ben temperato
  • due note contro una: Bach, Preludio II del secondo volume del Clavicembalo ben temperato
  • quattro note contro una: Bach, Preludio V del primo volume del Clavicembalo ben temperato
  • sincopato: Bach, Corrente della Partita BWV 830
  • fiorito: Buxtehude: Corale “Vater unser in Himmelreich”

relativi alle specie canoniche,

e Bach, e non solo lui, inventore di species contrappuntistiche:

  • tre note contro una: Bach, Preludio VI del primo volume del Clavicembalo ben temperato
  • sei note contro una: Haendel, Minuetto della Suite XIV in Sol maggiore
  • sette note contro una: Bach, Concerto e Fuga BWV 909
  • otto note contro una: Haendel, Ciaccona in Sol maggiore
  • tre note contro due: Bach, Corrente della Suite Francese BWV 815
  • otto contro sei: Bach, Bourrée della Suite Francese BWV 816

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