Sergei Prokofiev – Sinfonia Classica op.25

Trascorsi l’estate del 1917 nella piú completa solitudine vicino a Pietroburgo; leggevo Kant e lavoravo molto. Il pianoforte l’avevo lasciato di proposito in città. Avevo l’intenzione di comporre un’opera sinfonica senza l’aiuto del pianoforte. In un’opera siffatta i timbri orchestrali avrebbero dovuto essere piú puri. Nacque cosí l’idea di una Sinfonia nello stile di Haydn, poiché la tecnica di Haydn mi era divenuta piú familiare in seguito agli studi compiuti nella classe di Cerepnin… Credo che se Haydn fosse vissuto fino ad oggi avrebbe mantenuto la sua scrittura arricchendola però di alcune novità: volevo dunque comporre una Sinfonia di questo genere, una Sinfonia in stile classico. Quando cominciò a prendere forma concreta la battezzai col nome di Sinfonia classica.

Così scrive Prokofiev nella sua autobiografia a proposito della Sinfonia Classica.

Condotto a termine verso la fine dell’estate 1917, il lavoro fu eseguito per la prima volta sotto la direzione dell’autore, a Leningrado il 21 aprile 1918, due settimane prima che Prokofiev lasciasse la Russia per recarsi in America.

Sorridiamo più che ridiamo agli stravaganti giri di frasi e armonie inaspettate, perché non hanno totalmente torto. Fuori posto in una sinfonia di Mozart o Haydn, queste note “sbagliate” guadagnano nelle mani di Prokofiev un’integrità e una correttezza appropriate al 1917. Essi conferiscono alla sinfonia fascino e grazia.  Jonathan Kramer, Listen to the Music, Shirmer Book 1988.

Affascinato anch’io da quest’opera del giovane Prokofeiv, in quest’analisi sono andato alla ricerca delle “note sbagliate” Prokofiev – Analisi Sinfonia Classica

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