W.A. Mozart – Sinfonia in Do maggiore K.551 “Jupiter”

Forse non è stato ancora del tutto compreso quanto sia rivoluzionaria, per le idee e per la loro realizzazione, la sinfonia “Jupiter”. Con quale altra sinfonia anteriore al 1788 potrebbe essere messa a confronto?

Queste parole sono state riprese dal saggio Significati per le sinfonie di Mozart di Neal Zaslaw presente in Mozart a cura di Sergio Durante, edizione il Mulino.

Il saggio è molto interessante e si sofferma sul ruolo che aveva la sinfonia nel 1700. Siamo abituati e pensare la sinfonia come il massimo della musica strumentale (ci vengono in mente le sinfonie di Beethoven, Brahms, Brukner, Mahler).

All’epoca non era così. La sinfonia serviva da introduzione ai lunghi concerti dove la musica vocale la faceva da padrona. Il massimo della musica strumentale era rappresentato dalle sonate per pianoforte (o clavicembalo) e ancor più dai quartetti. Non è un caso, infatti, che proprio Mozart per omaggiare Haydn abbia composto, dedicandoglieli, sei quartetti d’archi.

Sempre citando il saggio di cui sopra:

Che cosa Mozart avesse in mente non si potrà mai sapere, giacchè ‘si dimenticò’ di mettere le parole alla sue melodie. Non sempre, a dire il vero, visto che nel primo movimento [della Jupiter] introdusse l’aria, da poco composta, “Un bacio di mano” K.541.

Zaslaw non si prende meriti che non ha e con una nota attribuisce la segnalazione a H. Abert W.A. Mozart, Leipzig, vol. II p. 595.

Dalle parole Voi siete un po’ tondo mio caro Pompeo della seconda pagina, l’aria funge da secondo tema  del primo movimento della sinfonia.