W.A. Mozart – Trio per clarinetto, viola, e pianoforte in Mi bemolle maggiore K.498

La passione di Mozart per i corni di bassetto (della famiglia dei clarinetti) è nota e allorquando, nel 1783, conobbe l’ottimo clarinettista Anton Paul Stadler, personificò in lui lo strumento. Per Stadler scriverà il quintetto K.581 e il concerto K.622, e per lui e il fratello Johann aggiungerà le parti dei clarinetti alla sinfonia in Sol minore K.550.

Nell’inverno 1785-1786, mentre stava lavorando alle Nozze di Figaro, Mozart scrisse tre concerti per pianoforte per le proprie serate a sottoscrizione che per la prima volta prevedevano in organico due clarinetti.

Da tempo Mozart aveva intrapreso amichevoli relazioni d’amicizia con il botanico barone von Jacquim, la cui figlia, Franziska, era sua allieva di pianoforte.

Da queste premesse, nacque il trio per clarinetto, viola e pianoforte in Mi bemolle maggiore K.498, scritto nell’agosto del 1786 con dedica a Franziska, la cui esecuzione avvenne in casa del barone: Stadler al clarinetto, Mozart alla viola, Franziska al pianoforte.

Il trio rappresenta un’anomalia o forse un unicum, in quanto è il solo delle composizioni simili (trii e quartetti con pianoforte, quintetto con pianoforte e strumenti a fiato) ad avere un Minuetto. Il trio con pianoforte K. 254 e K. 442 presentano rispettivamente un Rondò in “tempo di Menuetto” e un Andantino “tempo di Minuetto”, ma non un tempo nella forma tipica del Minuetto. Indice della presunta anomalia potrebbe essere il fatto che di dette composizioni è anche l’unico ad avere come primo tempo un Andante invece del più tradizionale Allegro. Il Minuetto del K.498 si presenta molto articolato ed elaborato. È anche l’unico, tra i minuetti dei quartetti e dei quintetti d’archi, a presentare la riscrittura del minuetto dopo l’esecuzione del Trio, anziché il solito “Minuetto da capo”, anche se in realtà la riscrittura non apporta alcuna modifica se non nell’aggiunta della coda.

Ho approfondito la struttura di questo movimento in Mozart – Analisi Minuetto del Trio per Clarinetto viola pianoforte k. 498

Concludo aggiungendo che il trio fu pubblicato da Artaria nel 1788 con l’indicazione: Trio per il Clavicembalo o Forte Piano con l’accompagnamento d’un Violino e Viola Opera 14. La parte del Violino si può eseguire anche con un Clarinetto. Il soprannome Kegelstatt-Trio, trio dei birilli, secondo una tradizione non confermata sarebbe dovuta al fatto che Mozart scrisse il brano per gli amici Jacquin fra la chiassosa allegria di una partita a birilli.

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